Ogni tanto ci vuole!
Diciamocela tutta, gestire un blog è una questione abbastanza complessa, soprattutto se cambi idea in corso d'opera. Parti in un modo, ti addentri nel labirinto delle tue idee con il tuo bel filo di Arianna in mano e quando esci dal tuo viaggio socialmediatico ti ritrovi in un luogo completamente diverso!!
Ecco fatto! L'ho detto. L'ho dichiarato al mondo, l'ho spedito nell'etere e non è successo nulla. Il mondo continua a girare e l'alba sorgerà tra poco.
Ma visto che uno dei vantaggi di questa strana realtà che si chiama Web 2.0 è la flessibilità, va bene così. In fondo vedere le cose da un'altra angolazione fa sempre bene.
Morale: sono in fase di auto-rinnovamento. Non so ancora cosa farò né dove andrò, ma se non mi vedete per un po' non vi preoccupate: sto esplorando nuove terre!
Nel frattempo mi potete leggere qui!
Alla prossima! :)
19 luglio 2009
1 gennaio 2009
Buon anno!
Come cominciare bene il 2009. Rigorosamente via sms.
Pssst...
Avvicinati allo schermo!
Ancora un po'...
No
Non con il naso.
Con la guancia.
Sì, così...
SMACK!
Buon anno!
.-.-.-.-.-.-.-.-.-
Notte di scoppi, notte di botti,
gli auguri sinceri non sono mai troppi,
mille baciotti con tanti skiokki
prima k la linea purtroppo si blokki!
E tanti auguri anche alla buona e vecchia ortografia, che, opss, volevo dire, k in tempi di sms, chat, im (instant messenger) e affini c'entra un po' come i cavoli a merenda. Ma questa è un'altra storia.
Ti offro un caffè
... è un nuovo spassosissimo gadget di Facebook. Mi spiace, ormai sono entrata in loop, sto spedendo caffè a tutti!
Di cosa si tratta? Semplice: ci sono una serie ti tazzine di caffè, ognuna con un messaggino simpatico, da spedire a chi vuoi. E una tazzina tira l'altra...
Meno male che la mia connessione cangura un po' e per ora mi impedisce di sommergere l'orbe terraqueo di caffeina :)
Ma come si dice: "Non tutto il male vien per nuocere".
Così ho pensato di creare questa nuova sezione
Pausa caffè: per i post sporadici, per le riflessioni brevi, le chiacchiere "da macchinetta".
Alla prossima!
Di cosa si tratta? Semplice: ci sono una serie ti tazzine di caffè, ognuna con un messaggino simpatico, da spedire a chi vuoi. E una tazzina tira l'altra...
Meno male che la mia connessione cangura un po' e per ora mi impedisce di sommergere l'orbe terraqueo di caffeina :)
Ma come si dice: "Non tutto il male vien per nuocere".
Così ho pensato di creare questa nuova sezione
Pausa caffè: per i post sporadici, per le riflessioni brevi, le chiacchiere "da macchinetta".
Alla prossima!
28 dicembre 2008
Scintille di saggezza
"Tira fuori un altro taccuino, prendi un'altra penna, e scrivi, scrivi, scrivi.
Al centro del mondo, basta fare un solo passo positivo. Al centro del caos, basta solo fare un solo atto definitivo.
Scrivi e basta. Di' di sì, resta viva, sii desta. Scrivi e basta. Scrivi. Scrivi.
In fin dei conti, la perfezione non esiste. Se si vuol scrivere, bisogna tagliar corto e scrivere. Non esistono atmosfere perfette, quaderni perfetti, penne o scrivanie perfette. Perciò bisogna addestrarsi ad essere flessibili".
Natalie Goldberg, Scrivere zen , Ubaldini Editore, Roma, 1987
Al centro del mondo, basta fare un solo passo positivo. Al centro del caos, basta solo fare un solo atto definitivo.
Scrivi e basta. Di' di sì, resta viva, sii desta. Scrivi e basta. Scrivi. Scrivi.
In fin dei conti, la perfezione non esiste. Se si vuol scrivere, bisogna tagliar corto e scrivere. Non esistono atmosfere perfette, quaderni perfetti, penne o scrivanie perfette. Perciò bisogna addestrarsi ad essere flessibili".
Natalie Goldberg, Scrivere zen , Ubaldini Editore, Roma, 1987
27 dicembre 2008
Dall’haiku al keitai. Quando lo zen incontra la tastiera di un cellulare
C’era una volta l’haiku. C’era una volta in Giappone. C’è ora una tastiera di un cellulare. C’è un dislpay su cui appaiono luminose e brevi parole. C’è ora in Giappone.
C’era una volta un “dar parola alla luce nella quale s’intravede qualcosa prima che scompaia dalla mente” (Matsuo Basho), ci sono ora “pagine fatte di frasi brevi, descrizioni ridotte all’osso, un linguaggio che nasce più dalle emozioni e dalla poesia quotidiana che dalla letteratura” (Alberto Castelvecchi).
Evoluzione, scrittura che si trasforma sull’onda tecnologica dei cambiamenti sociali. A volte però penso che il passato ritorni nel nostro presente senza farsi troppo notare. C’è poi tanta differenza tra un haiku e un keitai? O è solo l’anima di un popolo che nonostante tutto rimane fedele a se stessa?
Haiku. Un antico componimento poetico costituito da sole 17 sillabe. Breve, minimalista, zen. Un carpe diem nipponico, un “qui e ora” che intrappola fulminee emozioni in pochi tratti. Essenziale e moderno nasce in Giappone alla metà del XVII secolo.
Keitai. Sempre in Giappone, sempre la voglia di esprimere in qualche parola un mondo privato, emozioni che fuggono veloci. Il keitai è la letteratura del III millennio, il romanzo per cellulare. Anche lui breve, minimalista, zen. Scritto direttamente sulla tastiera del telefonino, è una storia a episodi fatta apposta per essere letta sul display di un cellulare, un “attimo fuggente fatto di puntini luminosi che riesce a vincere l’immensa solitudine dei ragazzi”. Per ora un fenomeno solo nipponico. Per ora.
C’era una volta un “dar parola alla luce nella quale s’intravede qualcosa prima che scompaia dalla mente” (Matsuo Basho), ci sono ora “pagine fatte di frasi brevi, descrizioni ridotte all’osso, un linguaggio che nasce più dalle emozioni e dalla poesia quotidiana che dalla letteratura” (Alberto Castelvecchi).
Evoluzione, scrittura che si trasforma sull’onda tecnologica dei cambiamenti sociali. A volte però penso che il passato ritorni nel nostro presente senza farsi troppo notare. C’è poi tanta differenza tra un haiku e un keitai? O è solo l’anima di un popolo che nonostante tutto rimane fedele a se stessa?
Haiku. Un antico componimento poetico costituito da sole 17 sillabe. Breve, minimalista, zen. Un carpe diem nipponico, un “qui e ora” che intrappola fulminee emozioni in pochi tratti. Essenziale e moderno nasce in Giappone alla metà del XVII secolo.
Keitai. Sempre in Giappone, sempre la voglia di esprimere in qualche parola un mondo privato, emozioni che fuggono veloci. Il keitai è la letteratura del III millennio, il romanzo per cellulare. Anche lui breve, minimalista, zen. Scritto direttamente sulla tastiera del telefonino, è una storia a episodi fatta apposta per essere letta sul display di un cellulare, un “attimo fuggente fatto di puntini luminosi che riesce a vincere l’immensa solitudine dei ragazzi”. Per ora un fenomeno solo nipponico. Per ora.
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