10 maggio 2011
iPod, iPhone, iPad, iGoogle: egocentrismi 2.0?
Il bello della polisemia: il prefisso "i" (che ovviamente sta per "internet") inserito nel nome di alcuni dei gadget tecnologici e delle applicazioni più trendy si legge - in inglese - come il pronome personale di terza persona "io".
Guida turistica per chi ama libri e viaggi
Anna Albano, Milano città di libri. Guida alle librerie e ai librai indipendenti di Milano, NDA, 2010
L'ho scoperta oggi anche se ha ormai più di un anno. In attesa di acquistarla, vi copio la descrizione che ne dà Feltrinelli (il grassetto e la formattazione sono miei).
Buona gita!
"Una guida “diversa” per scoprire e vivere la città da un altro punto di vista. Un percorso nella parte più nascosta e creativa della capitale italiana dell’editoria. Un libro indispensabile, che mancava da anni, per tutti i curiosi, gli amanti dei viaggi, dei libri e di Milano.
Milano città di libri passa in rassegna le librerie indipendenti esistenti (stante la congiuntura storica, meglio sarebbe dire resistenti) a Milano e indaga sulle attività e i servizi che i loro proprietari inventano di giorno in giorno per stringere a sé i lettori.
La peculiarità del volume sta nel dare voce, alla fine di ogni scheda dedicata al negozio, alle persone che ci lavorano e che ogni giorno danno fondo alla loro creatività culturale e finanziaria per rimanere a galla in un settore, quello della vendita dei libri, particolare e unico nel panorama del commercio in Italia.
Nata nel corso di una serie di interviste a librai di Milano, pubblicate sul blog dell’autrice, nell’ambito del progetto Milano città di libri, la guida si è via via concretizzata sostanziandosi anche dell’entusiasmo mostrato dai protagonisti principali dell’indagine, i librai del capoluogo lombardo.
Completano l’elenco dei negozi della città il pensiero dei librai circa l’origine e il senso del loro mestiere e una mappa di Milano con l’indicazione delle librerie presenti nelle sue zone amministrative."
L'ho scoperta oggi anche se ha ormai più di un anno. In attesa di acquistarla, vi copio la descrizione che ne dà Feltrinelli (il grassetto e la formattazione sono miei).
Buona gita!
"Una guida “diversa” per scoprire e vivere la città da un altro punto di vista. Un percorso nella parte più nascosta e creativa della capitale italiana dell’editoria. Un libro indispensabile, che mancava da anni, per tutti i curiosi, gli amanti dei viaggi, dei libri e di Milano.
Milano città di libri passa in rassegna le librerie indipendenti esistenti (stante la congiuntura storica, meglio sarebbe dire resistenti) a Milano e indaga sulle attività e i servizi che i loro proprietari inventano di giorno in giorno per stringere a sé i lettori.
La peculiarità del volume sta nel dare voce, alla fine di ogni scheda dedicata al negozio, alle persone che ci lavorano e che ogni giorno danno fondo alla loro creatività culturale e finanziaria per rimanere a galla in un settore, quello della vendita dei libri, particolare e unico nel panorama del commercio in Italia.
Nata nel corso di una serie di interviste a librai di Milano, pubblicate sul blog dell’autrice, nell’ambito del progetto Milano città di libri, la guida si è via via concretizzata sostanziandosi anche dell’entusiasmo mostrato dai protagonisti principali dell’indagine, i librai del capoluogo lombardo.
Completano l’elenco dei negozi della città il pensiero dei librai circa l’origine e il senso del loro mestiere e una mappa di Milano con l’indicazione delle librerie presenti nelle sue zone amministrative."
4 maggio 2011
Disegnare ricette - parte 2. Torta allo yogurt
Dove vi racconto come non ho saputo resistere all'idea e mi sono cimentata anch'io con la mia personalissima ricetta visuale (che vedete in foto).Siccome tra il "dire e il fare c'è di mezzo il mare" e se io non tocco con mano e non sperimento in prima persona non sono contenta, mi sono lanciata nell'impresa.
Ora, vabbe', che è dai tempi del liceo che non impiastriccio la mia Smemo con scritte multicolor - e 20 anni sono tanti! - e che sono quindi un tantino fuori allenamento, vabbe' che io i pastelli a cera non li reggo (ma mi sono dovuta accontentare in mancanza d'altro), vabbe' che sono anche un po' tastiera-dipendente e che per disegnare un vasetto di yogurt ci ho messo un'eternità, però lasciatemelo dire: "Che fatica!!".
Tra il tratto, il colore e tutto il resto mi è passata la serata!
Non sono sicura di essere soddisfatta del risultato, ma come prima volta non voglio nemmeno essere troppo severa con me stessa.
PS: la torta allo yogurt è una delle mie preferite.
Vi lascio la seconda parte della ricetta: prendete tutti gli ingredienti, mixateli nel frullatore, metteteli in una teglia precedentemente imburata, infornate a forno preriscaldato a 180 °C per circa mezz'ora.
Ricordatevi che l'unità di misura di tutti gli ingredienti è il vasetto di yogurt da 125 g.
Disegnare... ricette
C'è chi le scrive ancora a mano, su un bel quaderno rilegato old style, e chi le scarabocchia su un foglietto, chi le linka su Facebook o chi le posta sul blog, chi se le guarda sul tablet o preferisce sfogliarle da un libro.
E c'è chi le disegna. Un pennarello nero per i contorni, matite o pastelli per colorare gli oggetti. E la "ricetta visuale" è pronta.
Non so se avrei il tempo o la pazienza per farlo, però è sicuramente un modo originale (e analogico) per rendere divertente anche "il prima".
Un cambio di prospettiva che sposta l'attenzione dal fine (la golosa pietanza) al mezzo (la ricetta), un modo per rendersi conto che una ricetta è un atto creativo ancora prima di essere realizzata.
E c'è chi le disegna. Un pennarello nero per i contorni, matite o pastelli per colorare gli oggetti. E la "ricetta visuale" è pronta.
Non so se avrei il tempo o la pazienza per farlo, però è sicuramente un modo originale (e analogico) per rendere divertente anche "il prima".
Un cambio di prospettiva che sposta l'attenzione dal fine (la golosa pietanza) al mezzo (la ricetta), un modo per rendersi conto che una ricetta è un atto creativo ancora prima di essere realizzata.
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