17 marzo 2013

Libri, copertine e linguaggio del corpo.




L’importanza del linguaggio non verbale nel marketing editoriale.

Domenica mattina di relax in libreria. Mentre guardo velocemente le copertine dei volumi proposti, una attira la mia attenzione. Non per la grafica (un po’ antiquata), né per i colori (scuri) o i caratteri tipografici.

Quello che in una frazione di secondo arriva alla mia persona è il contrasto evidente del linguaggio del corpo dei due autori fotografati in primo piano.

Un Alessandro Barbero, formale e accademico nel suo completo intero grigio chiaro e nei mocassini scuri, trasmette invece apertura e propensione verso il suo pubblico, al quale ammicca non con gli abiti, ma con la postura eretta e sicura, il busto in posizione semi frontale e ben disteso, a offrire stabilità e padronanza di sé, le mani compostamente intrecciate sulla gamba alzata.

Dal lato opposto, simbolicamente giacché nella foto i corpi sono accostati sebbene non si tocchino, un Piero Angela, deciso a dare un’immagine di sé più amichevole attraverso un abbigliamento casual (i jeans sono sempre d’effetto) e calzature classiche ma alla moda, che tuttavia tradisce una chiusura molto forte verso il suo pubblico (le braccia conserte, le mani strette a pugno, il busto convergente verso l’interno per via della chiusura stretta delle braccia).

Direi che in questo caso il marketing non ha fatto una scelta positiva: il linguaggio del corpo viene decodificato molto prima di quello verbale e il messaggio che trasmette è spesso predominante.
Che il ricevente ne sia consapevole oppure no.

5 gennaio 2013

Cosa significa e quando si usa l'acronimo EOM


Vi è mai capitato di ricevere una mail con la scritta EOM nell'oggetto, aprirla e trovarla vuota?
Questa stranezza è solo apparente: scoprendo infatti il significato di EOM si risolve in un lampo.

EOM è l'acronimo di E(nd) O(f) M(essage) e si usa scriverlo quando il messaggio per il destinatario è contento tutto nel testo dell'oggetto.
Es: "Ti aspetto in sala riunioni tra 10 minuti EOM".

È una scorciatoia che di solito si utilizza in ambito lavorativo per far risparmiare tempo a chi deve gestire grossi flussi di mail.

13 dicembre 2012

Strizzare il tubetto fino alla fine... La rivincita


Sembra che finalmente qualcosa si stia muovendo: da una ricerca pubblicata sul Wall Street Journal risulta, infatti, che alcuni dei maggiori brand si stiano impegando a riprogettere le confezioni dei propri articoli, per evitare inutili sprechi e utilizzare fino all'ultima goccia di prodotto (ne avevo parlato anche qui).

Per ora il fine pare essere esclusivamente economico, ma è comunque un buon inizio.

Per i dettagli, Federico Rampini su Repubblica.

4 dicembre 2012

Gita turistica... in libreria


In Feltrinelli per commissioni.
Ho abbastanza fretta, oggi non posso trattenermi il tempo che vorrei, mi impongo di ritirare il libro ordinato e di uscire.
Poi ci ripenso.
Trovo un compromesso: un giro veloce tra i banchi con le offerte, un salto al piano superiore, una visita mirata ai reparti che mi interessano.
Sento una voce. Racconta. Penso tra me: "Acc!! Giorno di conferenza". No, non ne ho voglia. Tanta gente, troppa.
La folla mi toglie il silenzioso e tranquillo piacere dello stare tra i libri. La pace quasi claustrale è interrotta.
Mancano pochi scalini e già penso a come svicolare veloce per evitare l'orda barbarica: ho già in mente il percorso tra le sale, dove sostare, dove nascondermi, dove evitare il rumore.

Ma non posso fare a meno di ascoltare. Un parte di me è attenta e vigile e capta qualche parola.
Rallento. Ascolto meglio.
Guardo il pubblico: ragazzini. Medie? Sì forze terza.
Guardo la guida. Ha il cartellino del personale.
Inizio a capire. Mi do tempo e gironzolo tra gli scaffali. Continuo il mio programma. Ma a portata di orecchio. Ascolto e mi lascio coinvolgere.
Una puntatina alle altre sale, la voce si allontana, ormai sono arrivata in fondo, non si sentono più le parole, solo un brusio in lontatanza.
Finisco il mio giro, ritorno nella penultima sala, la voce si avvicina. Sta facendo un tragitto preciso, con tappe prestabilite. La sento andare e venire come un'onda che si infrange sulla spiaggia e poi si ritira.
Acolto ancora. Mi piace. Mi scopro a sorridere per quello che dice.
Il mio tempo è finito. Mentalmente ringrazio e scendo rapida le scale. Peccato! Sarei rimasta ad ascoltare.

Idea originale. Una visita guidata. Come nei musei o alle mostre. Ma in libreria.
La guida spiegava, con competenza, raccontava non di quadri o di stili, ma di libri, di generi letterari, di collocazione negli scaffali. Aggiungeva curiosità, in modo intelligente e brillante. Sapeva trattare con un pubblico giovane, lo stimolava.
E ascoltandola ho imparato anch'io qualcosa di nuovo.

20 novembre 2012

Crush: la carta ecologica Favini ricavata da frutta e verdura


"[...] Bucce e polpa di arancia avanzate dalla produzione di succhi e spremute, residui di mais, olive, mandorle, nocciole, kiwi e caffè, sono trasformati, dopo un complesso procedimento, in bobine di carta. Un prodotto ecologico dai toni che rimandano ai vegetali da cui ha origine: anche l’energia utilizzata dalla cartiera che ha ideato la carta (chiamata Crush), è al 100% autoprodotta grazie alle turbine che generano forza idrica trasformata in elettricità".

Così inizia l'articolo di Anna Tagliacarne sul Corriere online.
Segue un'interessante intervista con Michele Posocco, brand manager di Favini.

Non c'è che dire, un bel modo di iniziare la giornata! :)

Se amate la carta, in tutte le sue forme, ampliate l'esperienza concedendovi momenti di puro piacere direttamente sul sito di Favini . ;)